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La Malaspina in viaggio nel tempo a Berlino

Al Neues Palais nel Parco di Sanssouci a PotsdamLa meta della gita delle studentesse e degli studenti delle classi III C e III E della Malaspina, accompagnati dai docenti Paola Biagioni, Maria Lucia Cancellara, Gabriella D’Onofrio e Federico Guidotti, è stata quest’anno Berlino.
Centro mercantile nel Basso Medioevo, capitale prussiana all’inizio del Settecento, capitale del secondo impero tedesco nella seconda metà dell’Ottocento, capitale del nazismo dal ’33 al ’45, capitale divisa di due repubbliche contrapposte durante gli anni della guerra fredda, infine capitale di uno dei più importanti Stati dell’Unione Europea oggi, Berlino si è offerta alle ragazze e ai ragazzi della Malaspina con le sue ricchezze artistiche, con la sua viabilità moderna, con i suoi giganteschi centri commerciali, con le sue vie eleganti, con i suoi locali che servono berlinesissimi currywurst, oppure cibo etnico proveniente da tutto il mondo, ma anche con le testimonianze della sua recente e tragica storia; una storia che è anche nostra, perché, italiani e tedeschi, siamo tutti cittadini d’Europa.
La visita è iniziata la sera dell’8 maggio, con l’arrivo all’aeroporto di Berlino-Schönefeld e il trasferimento in albergo, situato a pochi passi dall’elegante Kurfürstendamm.
Il secondo giorno del viaggio di istruzione a Berlino è iniziato con la visita della celeberrima Porta di Brandeburgo e, a pochi passi, del Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa. Dopo il pranzo all’interno della gigantesca Mall of Berlin, la passeggiata è proseguita nel pomeriggio con la visita all’esposizione permanente “Topografia del Terrore” nei luoghi in cui sorgevano sia il quartier generale della Gestapo, sia quello delle SS, tragici ricordi della Berlino assoggettata al nazismo. Dopo una sosta di fronte alla statua dedicata a Marx ed Engels, i ragazzi e le ragazze hanno raggiunto l’ultima meta della giornata: l’Isola dei Musei. Lì hanno visitato il Pergamonmuseum, dove, tra le altre cose, hanno potuto ammirare la splendida ricostruzione della Porta di Ishtar, e la Alte Nationalgalerie, dove sono conservati dipinti di scuola tedesca del XIX e del XX secolo – tra cui la famosa “Isola dei morti” di Böcklin e diverse opere di Friedrich – ma anche quadri di famosi impressionisti e post-impressionisti (Monet, Manet, Renoir, Cézanne, Degas, Gauguin, Toulouse-Lautrec, Segantini…), alcune sculture neoclassiche di Thorvaldsen e “Il pensatore” di Rodin.
Il venerdì è stato dedicato al campo di concentramento e di sterminio di Sachsenhausen. La visita guidata di quello che fu il modello di tutti i campi di sterminio nazisti è stata resa preziosa dall’intelligente e appassionata guida di due giovani italiani che vivono a Berlino: Jacopo e Majla. Grazie a loro le fotografie, le stanze e i muri delle baracche, il prato dell’appello, i resti delle docce dove veniva praticata la “soluzione finale” contro il popolo ebraico sono diventati viva testimonianza dell’orrore di una storia che non deve ripetersi.
Nel pomeriggio, visita alla East Side Gallery, una lunga sezione del muro ricoperta da murales dipinti nel 1990 da artisti provenienti da tutto il mondo per festeggiarne la caduta. Tra questi i famosi “The Mortal Kiss” di Dimitrji Vrubel, che raffigura Erich Honecker e Leonid Breznev che si baciano sulla bocca, e “Test the Best” di Birgit Kinder, che mostra una Trabant che esce dal muro.
Sabato trasferta a Potsdam, dove i ragazzi e le ragazze hanno potuto visitare il Parco di Sanssouci. Lì hanno visto il Neues Palais, dove l’ultimo imperatore tedesco Guglielmo II amava trascorrere l’estate, il Tempio dell’Amicizia, dedicato da Federico il Grande alla sorella Guglielmina, l’esotico Padiglione Cinese e, soprattutto, lo splendido Castello di Sanssouci, l’edificio dove nel Settecento l’imperatore Federico il Grande accoglieva i suoi ospiti, tra cui il grande filosofo Voltaire e il compositore Johann Sebastian Bach, raccoglieva i dipinti dell’amato Watteau, leggeva i libri della sua biblioteca personale, componeva musica e suonava il flauto con una piccola orchestra da camera.
La mattina di domenica, salto nel tempo e ritorno agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso con la visita al Museo della DDR, ovvero della Repubblica Democratica Tedesca: vedere e, letteralmente, toccare dal vivo come si viveva nell’ex Germania Est, in un paese di quello che fu il “blocco sovietico”, è stato sicuramente il complemento più efficace alle pagine del libro di storia studiato a scuola.
Nel pomeriggio visita all’Olympiastadion che nel 1936 ospitò le Olimpiadi fortemente volute dal regime nazista e che vide le imprese sportive del velocista afroamericano Jesse Owens. Occorre dire che molti degli studenti ricordavano lo stadio soprattutto per un evento sportivo un po’ più recente, ovvero la vittoria della squadra nazionale di calcio in occasione dei campionati mondiali del 2006…
Dopo cena la gita a Berlino si è chiusa splendidamente con la visita al Palazzo del Reichstag, oggi sede del Bundestag, il Parlamento Federale Tedesco, e della sua cupola in vetro e acciaio realizzata dall’architetto Norman Foster. Dalla terrazza panoramica è stato possibile ammirare dall’alto i monumenti più importanti di Berlino illuminati dalle luci della sera.
Prima di tornare in albergo, visita notturna alla Porta di Brandeburgo a segnare idealmente la fine della visita alla città proprio con il monumento con cui era iniziata.
Il 13 maggio, fatto il pieno di monumenti storici e di bellezze artistiche, spazio allo shopping al Kaufhaus des Westens (o, più semplicemente, KaDeWe), uno dei centri commerciali più antichi (1907) e più grandi (il primo per estensione nell’Europa continentale) di Berlino, prima del viaggio di ritorno a Massa.
L'album della gita è disponibile qui.
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Inviato da admin il Gio, 06/06/2019 - 05:24

Berlin, wir kommen!

Davanti alla Porta di BrandeburgoDal 18 al 23 aprile si è svolto il viaggio d’istruzione a Berlino dei ragazzi e delle ragazze delle classi III A, III B e III C del plesso Malaspina accompagnati dai docenti Angelica Arrighi, Anna Maria Biamino, Maria Lucia Cancellara, Bianca Maria Ferrari, Roberta Signorino e dal vicepreside Giovanni Vullo.
Dopo una approfondita preparazione del viaggio da parte delle studentesse e degli studenti in collaborazione con le loro docenti, finalmente la partenza. Al di là di ogni più rosea aspettativa il gruppo è stato accolto dalla cosiddetta “estate berlinese”; giornate luminose e calde che hanno permesso di vivere al meglio le varie tappe del viaggio. Subito gli alunni hanno notato l’ordine e la precisione che caratterizzano il popolo germanico: strade pulite, traffico ordinato, mezzi di trasporto precisi, appuntamenti rispettati.
Il viaggio ha seguito i due filoni della storia di Berlino nel ’900: sotto il nazismo e dopo il ’45, quando ha visto il controllo russo e americano della città fino alla costruzione del muro e alla sua caduta nel 1989.
Cos’era Berlino sotto il comando di Hitler? Sono state le parole del signor Jürgen Kirschning a far rivivere la storia, non quella sui libri, che tutti conosciamo, ma quella di un adolescente che viveva poco lontano dalla Porta di Brandeburgo, conosceva tutti i “palazzi del terrore” (di cui oggi rimane in piedi dopo i bombardamenti e l’ira russa solo l’edificio che ospitava il Ministero dell’Aviazione, oggi adibito a Ministero dell’Interno), ha ascoltato Hitler parlare al balcone ad una immensa folla di camicie nere e ha visto le grandi manifestazioni in onore dell’arrivo del Duce. Da quest’uomo, ormai anziano, il monito ai giovani a non lasciarsi trascinare dalle mode e dalle lusinghe del potere e a crearsi un proprio pensiero autonomo salvaguardando la libertà. Ci si può solo immaginare quale fosse la vita a quei tempi e come fosse il bunker di Hitler oggi interrato (quel che ne resta) per non permettere che diventi un memoriale per i neonazisti. Sì, perché in Germania i simboli nazionalsocialisti sono vietati per legge, come hanno fatto notare le due guide italiane al campo di concentramento di Sachsenhausen (il campo dei campi, dove risiedeva il comando centrale e si “istruivano” le SS). Un’emozione forte ed estraniante camminare sotto il sole e nel silenzio, lì dove ora c’è erba ma restano i segni tangibili del male: il filo spinato elettrificato, le baracche, i mezzi di tortura e i documenti degli internati, i resti delle camere a gas e i forni, alcuni integri. L’uomo ha annullato la sua umanità in questo luogo che ha mantenuto le sue funzioni ben oltre il 22 aprile del ’45 (anno di liberazione del campo) giacché poi è stato utilizzato dai russi per internarci i tedeschi.
La popolazione ha sofferto questa storia come ha sofferto fino al 1989, l’anno della caduta del muro. Due mondi separati, due stili di vita diversi, famiglie distrutte, controlli capillari nella Berlino Est. Questo hanno approfondito i ragazzi diventando prima guide per gli altri compagni e poi ascoltando gli adulti che li hanno guidati alla riscoperta della Guerra Fredda visitando sia il Museo della DDR e il quartiere Est sia quello che rimane del famoso muro all’East Side Gallery: un muro che ha continuato a ferire l’anima di un popolo già provato dalla guerra: non a caso su questo muro artisti internazionali hanno voluto lasciare dei murales che inneggiassero alla libertà nel 1990.
Nel percorso è stata inserita una visita alla caratteristica cittadina di Potsdam e al castello di Sanssouci con i suoi immensi giardini, la Versailles tedesca; luogo destinato al riposo e alla leggerezza da Federico II di Prussia.
Non sono mancati momenti di relax tra i parchi berlinesi, il centro commerciale Mall of Berlin, la meraviglia destata dall’isola dei Musei (il Pergamon e il Neues Museum), il giro in battello sulla Sprea, la visita serale al castello di Charlottenburg e i piatti tipici.
Una grande esperienza vissuta da ragazzi e adulti con attenzione, partecipazione ed entusiasmo.
L'album della gita è disponibile qui.
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Inviato da admin il Dom, 29/04/2018 - 19:33

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