
Dal 18 al 23 aprile si è svolto il viaggio d’istruzione a
Berlino dei ragazzi e delle ragazze delle
classi III A,
III B e
III C del
plesso Malaspina accompagnati dai docenti
Angelica Arrighi,
Anna Maria Biamino,
Maria Lucia Cancellara,
Bianca Maria Ferrari,
Roberta Signorino e dal vicepreside
Giovanni Vullo.
Dopo una approfondita preparazione del viaggio da parte delle studentesse e degli studenti in collaborazione con le loro docenti, finalmente la partenza. Al di là di ogni più rosea aspettativa il gruppo è stato accolto dalla cosiddetta “estate berlinese”; giornate luminose e calde che hanno permesso di vivere al meglio le varie tappe del viaggio. Subito gli alunni hanno notato l’ordine e la precisione che caratterizzano il popolo germanico: strade pulite, traffico ordinato, mezzi di trasporto precisi, appuntamenti rispettati.
Il viaggio ha seguito i due filoni della storia di Berlino nel ’900: sotto il nazismo e dopo il ’45, quando ha visto il controllo russo e americano della città fino alla costruzione del muro e alla sua caduta nel 1989.
Cos’era Berlino sotto il comando di Hitler? Sono state le parole del signor
Jürgen Kirschning a far rivivere la storia, non quella sui libri, che tutti conosciamo, ma quella di un adolescente che viveva poco lontano dalla
Porta di Brandeburgo, conosceva tutti i “palazzi del terrore” (di cui oggi rimane in piedi dopo i bombardamenti e l’ira russa solo l’edificio che ospitava il Ministero dell’Aviazione, oggi adibito a Ministero dell’Interno), ha ascoltato Hitler parlare al balcone ad una immensa folla di camicie nere e ha visto le grandi manifestazioni in onore dell’arrivo del Duce. Da quest’uomo, ormai anziano, il monito ai giovani a non lasciarsi trascinare dalle mode e dalle lusinghe del potere e a crearsi un proprio pensiero autonomo salvaguardando la libertà. Ci si può solo immaginare quale fosse la vita a quei tempi e come fosse il
bunker di Hitler oggi interrato (quel che ne resta) per non permettere che diventi un memoriale per i neonazisti. Sì, perché in Germania i simboli nazionalsocialisti sono vietati per legge, come hanno fatto notare le due guide italiane al
campo di concentramento di Sachsenhausen (il campo dei campi, dove risiedeva il comando centrale e si “istruivano” le SS). Un’emozione forte ed estraniante camminare sotto il sole e nel silenzio, lì dove ora c’è erba ma restano i segni tangibili del male: il filo spinato elettrificato, le baracche, i mezzi di tortura e i documenti degli internati, i resti delle camere a gas e i forni, alcuni integri. L’uomo ha annullato la sua umanità in questo luogo che ha mantenuto le sue funzioni ben oltre il 22 aprile del ’45 (anno di liberazione del campo) giacché poi è stato utilizzato dai russi per internarci i tedeschi.
La popolazione ha sofferto questa storia come ha sofferto fino al 1989, l’anno della caduta del muro. Due mondi separati, due stili di vita diversi, famiglie distrutte, controlli capillari nella Berlino Est. Questo hanno approfondito i ragazzi diventando prima guide per gli altri compagni e poi ascoltando gli adulti che li hanno guidati alla riscoperta della Guerra Fredda visitando sia il
Museo della DDR e il quartiere Est sia quello che rimane del famoso muro all’
East Side Gallery: un muro che ha continuato a ferire l’anima di un popolo già provato dalla guerra: non a caso su questo muro artisti internazionali hanno voluto lasciare dei
murales che inneggiassero alla libertà nel 1990.
Nel percorso è stata inserita una visita alla caratteristica cittadina di
Potsdam e al
castello di Sanssouci con i suoi immensi giardini, la Versailles tedesca; luogo destinato al riposo e alla leggerezza da Federico II di Prussia.
Non sono mancati momenti di
relax tra i
parchi berlinesi, il
centro commerciale Mall of Berlin, la meraviglia destata dall’isola dei Musei (il
Pergamon e il
Neues Museum), il
giro in battello sulla
Sprea, la visita serale al castello di
Charlottenburg e i piatti tipici.
Una grande esperienza vissuta da ragazzi e adulti con attenzione, partecipazione ed entusiasmo.