
Lunedì 4 giugno le
classi II C e
III E del plesso
Malaspina, accompagnate dagli insegnanti
Paola Biagioni,
Maria Riccarda Panighini e
Pierandrea Poma, con la preziosa collaborazione del
professor Angelo Gatti, guida d'eccezione ed esperto conoscitore delle nostre montagne, sono salite sul
Monte Sumbra come degli esperti escursionisti. La gita è stata organizzata come momento conclusivo, per le due classi, di un percorso durato tutto l'anno scolastico, che ha visto protagonista il professor Gatti con il suo
progetto di latino ed evoluzione della lingua che ha compreso anche momenti rivolti alla conoscenza del nostro territorio, dei fiori e delle piante endemiche, con i loro nomi scientifici, perlopiù in lingua latina.
Dopo il tragitto in pullman Massa-Careggine, con il simpatico Marco alla guida, i ragazzi, zainetto in spalla, sono partiti dalla maestà del Tribbio a 1157 metri slm e hanno proseguito attraverso un magnifico bosco di faggi, fra sentieri e strada sterrata. Raggiunta la zona denominata “I Tavoloni” gli studenti hanno continuato il loro percorso prima attraverso un sentiero roccioso e poi all'interno di un invitante e ombroso boschetto. Dall'intaglio naturale, lo spettacolo è mozzafiato. Verso valle si è potuto osservare il
Fosso dell'Anguillara e, in avanti, il
Freddone, il
Corchia e le
Panie. Andando ancora avanti, si è aperto un altro scorcio grandioso: il
lago di Vagli e
Campocatino sul versante della
Garfagnana; in lontananza la
Tambura, il
Pisanino e, verso il mare, il bosco del
Fato Nero. Moltissime fioriture sono state oggetto di osservazione da parte dei ragazzi, con l'affascinante arricchimento delle leggende a loro legate, ad opera del preparatissimo professor Gatti. Fra tutte ricordiamo la
sassigrafa lingulata, la piccola
genziana nivalis, l'
arabis alpina, la
pinguicola, la
primula auricola, la
globularia incanescens, le
orchidee selvagge e l'
anemone nemurosa, simbolo vegetale del
parco delle Apuane.
Dopo un po' di meritato riposo, gli studenti e gli insegnanti, hanno percorso in discesa lo stesso tragitto e, nella parte finale, quando ha iniziato improvvisamente a piovere, equipaggiati con k-way, cappellini e ombrellini, tutti hanno velocemente raggiunto il pullman, fra l'euforia generale che l'improvviso cambiamento climatico ha generato. Dopo una breve sosta a Seravezza, tutti a casa con il
souvenir più bello: le immagini di un panorama unico e spettacolare impresso in maniera indelebile nella memoria.