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La Malaspina alla ricerca della storia di Massa

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La copia della Tavola Peutingeriana conservata al Museo di Massa“Non potevamo immaginare che la città di Massa nel Rinascimento avesse avuto la possibilità di coniare monete, addirittura d’oro! E neppure che oggi queste monete sono valutate, sul mercato dell’antiquariato, fino a 12.000 euro!”
Questa è stata una delle prime considerazioni dei ragazzi e delle ragazze della classe I E della Malaspina a seguito della visita alla Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, che si è svolta lo scorso 7 marzo con la professoressa Maria Riccarda Panighini, grazie alla gentile e gratuita collaborazione della professoressa Lietta Del Giudice, dell’architetto Nicola Gallo e della presidente della Deputazione, la dottoressa Olga Raffo Maggini.
In particolare, con l’architetto Gallo i ragazzi e le ragazze hanno visitato il Museo della Deputazione all’interno del quale sono contenuti reperti del territorio che vanno dal periodo romano all’età contemporanea (per citarne alcuni: capitello e base romanici della Chiesa di San Remigio a Turano; frammenti marmorei della pieve di San Lorenzo a Monte Libero; lapide del cimitero ebraico di Eschignano; monete e medaglie della Zecca di Massa; bandiera tricolore degli esuli massesi; fucili della Guardia Civica di Massa del 1859; stampe di Mazzini e Cavour) e successivamente hanno assistito a un’importante e chiara lezione di storia del territorio tenuta dalla professoressa Del Giudice che ha ripercorso la genealogia dei marchesi Malaspina, tracciando un quadro storico di Massa a partire dal medioevo fino ai giorni nostri.
Questa esperienza, che è stata preceduta da alcune lezioni di storia del territorio effettuate in classe dalla professoressa Panighini, ha reso i ragazzi consapevoli del fatto che anche la città di Massa ha una sua storia, e quindi ha evidenziato i legami tra micro-storia e macro-storia, facendo comprendere non solo il ruolo del nostro territorio nella storia con la S maiuscola, ma, tra le altre cose, anche il perché delle mura della nostra città, delle sue porte, delle sue chiese e dei suoi palazzi affrescati.
Un momento di particolare interesse per la classe si è verificato di fronte alla Tavola Peutingeriana, di cui la Deputazione conserva una copia, anche perché i ragazzi si sono divertiti a rintracciare la loro città.