Filanda

Alla Filanda di Forno

Un alternatore della FIlanda di FornoStamani le classi II A della Malaspina e I F della Staffetti, accompagnate dalle insegnanti Maria Laura Borzone, Lorenza Corsetti, Stefania Sola e Aldalisa Nardini e dallo storico locale Massimo Michelucci, hanno visitato la Filanda di Forno per conoscere la sua storia.
L'iniziativa è stata promossa dal Consiglio Comunale dei Ragazzi del comune di Massa.
Lo storico, che ha dedicato all'ex Cotonificio Ligure alcune importanti ricerche, ha illustrato ai ragazzi la storia dell'edificio; i ragazzi, da parte loro, hanno rivolto all'esperto molte domande e scattato diverse foto.
Al termine della visita, gli studenti delle classi in visita hanno voluto condividere con gli utenti del sito della nostra scuola quello che hanno appreso.
La “Filanda” era una fabbrica di cotone, progettata e costruita dall'ingegner Frimi nel 1891; a quei tempi si chiamava “Cotonificio Italiano” poi, nel 1895, è diventata “Cotonificio Ligure”. Dava lavoro a ben ottocento operai, soprattutto donne, ma anche uomini e bambini, nonostante il fatto che una legge del 1886 vietasse il lavoro minorile.
La fabbrica era alimentata dalla sorgente del fiume Frigido: i macchinari erano collegati per mezzo di cinghie ad una turbina che girava spinta dall'acqua; la turbina veniva comandata da un timone che regolava il flusso dell'acqua. Attualmente c'è ancora una turbina che produce energia elettrica.
A quel tempo direttore della fabbrica era Ernesto Lombardo, un uomo che era molto legato alla chiesa cattolica e che dirigeva gli operai in modo paternalistico. L'orario di lavoro era di dodici ore al giorno, con una pausa di un’ora per il pranzo; il convitto annesso alla fabbrica garantiva pasti caldi e l'ambiente era più salubre di quanto non lo fosse nelle case degli stessi operai.
Lo stabilimento era formato da più edifici: l’edificio principale era formato da tre piani, di cui due interrati; al primo piano c'erano i magazzini e gli uffici, al secondo i macchinari, mentre al terzo si trovava l'appartamento del direttore. Inoltre c'era un convitto, dove dormivano le donne, e un palazzo dove abitavano gli operai. L'edificio principale era dotato di grandi finestre che favorivano l'illuminazione durante il giorno.
La Filanda, nonostante la grave crisi economica, rimase attiva anche durante la prima guerra mondiale, ma non riuscì a superare la seconda, così gli stabilimenti furono affidati alla Marina Militare. Due anni dopo, nel luglio del 1944, i Tedeschi, durante la ritirata, la incendiarono e molte parti andarono distrutte, come la struttura a colonne di ghisa e la pavimentazione in legno ispirate alle architetture industriali inglesi dell’Ottocento.
Acquistata dal Comune di Massa nel 1983, la Filanda è stata ristrutturata ed oggi è sede di un museo archeologico industriale multimediale ed ospita iniziative ed eventi culturali.
«La Gazzetta dell’Aula» – II A Malaspina – Laboratorio Giornalismo Malaspina
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